
«”Marito mio?” disse dubitosa. “Una femmina” disse freddamente il canonico, senza preoccuparsi di nascondere il proprio scontento.
Gudrum comprese e fece un cenno di assenso, poi si giro verso il muro».
Così mestamente fu accolta la nascita di Giovanna – ci racconta la scrittrice Donna Woolfolk Cross nel suo forte e coinvolgente romanzo “La Papessa”.
Eppure la Papessa Giovanna condusse una vita tutt’altro che grigia e anonima, anzi ribellandosi a un destino già tracciato, per amore del sapere, raggiunse vette più alte di quanto si potesse immaginare!
Ma andiamo con ordine.
Negli anni più bui e violenti della storia della Chiesa, una donna di origini inglesi si finse monaco con il nome di Giovanni Anglico, scalando le gerarchie ecclesiastiche fino a salire al soglio pontificio nell’855 come Giovanni VIII, restandoci per oltre due anni.
Stando alla narrazione però rimase incinta e questo suo stato rivelò la sua vera natura. Caduta da cavallo durante una processione, infatti, ebbe un travaglio prematuro e, venuto alla luce l’inganno, fu uccisa in maniera cruenta: trascinata per i piedi da un cavallo e lapidata dalla folla romana.
Quello della papessa Giovanna è una delle figure medievali più controverse, sospesa tra storia e leggenda.
Ma si trattò davvero di una vicenda inventata? Oppure di una verità scomoda di cui si preferì cancellare le tracce? O ancora di una manipolazione di una credenza popolare, creata ad arte dai detrattori della chiesa romana?
A queste vicende si lega poi un curiosa narrazione, che è una via di mezzo fra mito e realtà.
Gli autori protestanti del XV secolo, in chiave anti romana, sostennero infatti che, a seguito di quanto capitato con Giovanna, i papi neo eletti venivano sottoposti a una sorta di rituale di iniziazione per vedere se possedevano gli attributi maschili.
A tal fine si usava una sedia di porfido rosso la cui seduta presentava un foro e l’esame veniva compiuto da un diacono che alla fine esclamava: «Ha il pene e i testicoli!», mentre gli ecclesiastici presenti rispondevano «sia lode a Dio».
Si tratta con ogni probabilità di una procedura mai avvenuta, ma l’elemento reale del racconto consiste nel fatto che esistevano in San Giovanni in Laterano due sedili del genere, la cui funzione non è chiara, e che tuttora si vedono, uno conservato ai Musei Vaticani e l’altro al Louvre a Parigi. Il papa appena eletto vi prendeva posto all’atto della sua presa di possesso della cattedra romana.
Al di là della sua autenticità, la Papessa Giovanna continua ad esercitare un innegabile fascino.
In un’epoca in cui le donne erano considerate indegne di essere istruite, una ragazza che si ribellò alla sorte, sfidando i potenti, è ciò che rende la sua figura luminosa e magnetica a distanza di secoli.
Perché come diceva Sarah Bernhardt: “Malgrado la storia, la leggenda vince sempre.”

La sorgente delle Muse
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Le vicende della Papessa Giovanna sono ricostruite nel saggio di Fabrizio Auddino, La papessa. La leggenda di Giovanna che salì sul soglio di Pietro, disponibile al link: https://amzn.to/3VsiWe0
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