Caterina Dolfin, padrona di se stessa

Queste donne son curiose: non fanno più l’amore ma parlano di politica, al casino, al caffè, a letto e sul bidè! Così si lamentava, con ironia (e una punta di amarezza) il poeta Angelo Maria Barbaro.

Nel Settecento, con l’introduzione delle idee illuministe, il mondo si trasformò e le beneficiarie del risveglio culturale furono soprattutto le donne: oltre a diventare sempre più protagoniste di una vita sociale ricca di fermenti, iniziarono a rivendicare più libertà nelle scelte esistenziali e sentimentali.

A poco più di un anno dalle nozze, la ventenne Caterina Dolfin, nobile veneziana di scarse sostanze, avviò una causa per ottenere l’annullamento del matrimonio. L’unione con Marcantonio Tiepolo, suggellata nel 1755, era avvenuta senza il suo consenso e si era rivelata infelice.

Intelligenza, bellezza, cultura, ambizione, spregiudicatezza, insieme alle nuove possibilità di vita e di libertà, suscitarono il coraggio di Caterina: evadendo da un legame sgradito, si unì ad Andrea Tron, uno degli uomini più potenti di Venezia. La loro relazione iniziò probabilmente durante una villeggiatura sul Brenta e subito suscitò clamore e pettegolezzi.

Conosciuto come “el paron”, stimato per intelligenza e integrità, Andrea Tron apparteneva a un’antica e ricca famiglia. Aveva percorso una carriera fulminea: a quarantatré anni, quando conobbe Caterina, era già stato ambasciatore ed era un arbitro autorevole delle questioni interne dello Stato. Alla fama degli onori pubblici si univa quella di uomo di fascino: gli si attribuivano diversi amori e a Venezia si parlava persino di un intreccio galante con l’imperatrice Maria Teresa d’Austria.

✍ Il romanzo “L’amante del Doge” di Carla Maria Russo racconta le vicende di questo legame, che divenne forte contro ogni volontà e aspettativa, sullo sfondo degli ultimi fasti della Repubblica di Venezia.

Ci consegna così un ritratto arguto e affascinante di Caterina, che lo scandaloso amore trasformò in un’adultera, ma anche in una donna 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘰𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘴𝘦́, incurante del disprezzo della società, che non le perdonava la sua coraggiosa sfida alle regole.

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Immagine: Opera di Valentine Cameron Prinsep, See you soon

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